Manuel Maiorano: pizza tra creatività e sacrificio
- Diletta Picariello
- Maggio 19, 2026
- Interviste
- 0Commenti
Ha trasformato ricordi ed esperienze in un riconosciuto percorso di successo.
Manuel Maiorano, come inizia il suo percorso nel mondo della pizza?
«Avevo 16 anni e la mia vita prese una svolta inaspettata: frequentavo una ragazza di un paese vicino al mio ed il proprietario di un locale stava cercando un giovane per fare le pizze. Decisi di provarci. Così, per la prima volta, misi le mani in pasta. All’epoca, avendo perso mio padre, era solo un modo per guadagnare qualcosa senza dover chiedere aiuto a mia madre».
Qual è stato il momento preciso in cui ha invece capito di essersi «innamorato»?
«Un giorno mi fu proposto un lavoro fisso in un ristorante: accettai con grande sicurezza, ma l’esperienza si rivelò un fallimento e decisi di mollare, pensando che non fosse la mia strada. Fu però proprio quella delusione a farmi capire quanto mi mancasse la pizza. In quel periodo incontrai Carmine, un pizzaiolo che mi incoraggiò a riprovarci: ebbi una seconda possibilità ed iniziai a lavorare incessantemente per migliorare tecnica e velocità. Successivamente arrivai alla Fenice, dove nel 2013 diventai pizzaiolo a tutti gli effetti. È lì che compresi che la pizza era diventata la mia scelta».
Quali sono gli ingredienti e le tecniche fondamentali per creare una pizza di un ottimo livello?
«Mi viene in mente una frase che dissi a mia madre da bambino: “Voglio dipingere l’aria”. Ecco, fare una buona pizza significa esprimere la mia essenza attraverso il prodotto. Ho cercato di rompere gli schemi e di combinare la cucina con la panificazione, creando un percorso unico. Il mio menu è una celebrazione della varietà: dalla classica Margherita alla sottile romana, dalla napoletana alla pizza in pala, fino al padellino e alle esperienze di degustazione».
Come riassumerebbe la sua visione di pizza?
«La mia pizza è un mosaico di emozioni e ricordi, un’arte che racconta la mia storia personale. Ogni impasto e topping sono il risultato di esperienze e viaggi che ho vissuto, come un’avventura a Barcellona o i sapori della Sicilia. Ogni morso è un ricordo della cucina di mia nonna o di un piatto speciale preparato da mia zia».

Come la frittatina premio special 2024 in 50 Top Pizza Italia?
«Proprio così. Ho unito nella frittatina elementi della cucina che preparava mia madre, come la panatura per la cotoletta arricchita con aglio e menta. Tuttavia, ho voluto anche osare con ingredienti innovativi, come il nero di seppia, che non solo aggiungono un tocco di colore ma anche una consistenza umida e interessante. Un’altra variante include zafferano, tagliata di cinta senese e pecorino, mentre una terza è arricchita con olio, peperoncino e panata con tarallo napoletano».
Che anno è stato il 2025?
«È stato molto positivo, caratterizzato da una crescita costante e da diversi riconoscimenti importanti nel panorama della pizza contemporanea. Non avrei mai pensato di arrivare a questi livelli: mi considero un professionista appassionato, ma riconosco che ci sono molte persone altrettanto talentuose. Amo pensare che il mio sacrificio, la mia costanza e la mia sete di miglioramento siano ricompensati anche in questo modo e che queste esperienze sono energia per continuare a migliorare».
Qual è il prossimo grande traguardo che spera di raggiungere?
«Il mio obiettivo personale, anche se so che può sembrare ambizioso, è ottenere il terzo spicchio del Gambero Rosso. Insieme a Cristiano Tirico sono il titolare e il creatore de “La Fenice Pizzeria Contemporanea”, e per me è importante continuare a far crescere il progetto, mantenendo il locale come un punto di riferimento e un luogo in cui i clienti possano riconoscere e apprezzare il mio lavoro».

Da creazioni iconiche fino a Crunch-Pizza di Strada
Le creazioni di Manuel Maiorano, founder di «La Fenice Pizzeria Contemporanea» a Pistoia, sono il risultato di una ricerca continua che unisce tecnica, sensibilità e attenzione alle materie prime. Il suo lavoro si distingue per la capacità di coniugare leggerezza, digeribilità e croccantezza con ingredienti selezionati, dando vita a proposte che sorprendono senza risultare eccessive. Nel tempo, alcune delle sue idee sono diventate vere e proprie firme: dalla Frittatina di pasta allo spicchio d’aria fino all’Uramaki Fusion Pizza e alla rivisitazione croccante de «La pesca di Prato». Piatti che raccontano un equilibrio tra territorio e innovazione, in cui ogni elemento contribuisce a costruire un’esperienza gastronomica coerente e riconoscibile. A tutto ciò, si è recentemente unita l’apertura di “Crunch-Pizza di Strada”, progetto che incarna una visione più immediata ma altrettanto curata della pizza: un’idea che nasce da lontano, da quel desiderio giovanile di «dipingere l’aria», oggi tradotto in impasti ad alta idratazione, leggeri e fragranti. A confermare il percorso di crescita del pizzaiolo milanese, ma cresciuto a Quartara, sono anche i risultati nelle classifiche nazionali ed internazionali, da 50 Top Pizza World a 50 Top Pizza Italia, passando per i Due Spicchi Gambero Rosso. Un’evoluzione che testimonia una crescita solida, costruita giorno dopo giorno, uno sguardo al futuro con lo stesso spirito che ha caratterizzato i suoi inizi, ovvero la voglia inesausta di imparare, di condividere la propria esperienza e di lasciare un’impronta personale e riconoscibile nel mondo della pizza d’autore.

