La pizza è tradizione, ma con carattere

Raffaele Caporale: dalla danza internazionale al forno della pizzeria di famiglia.

Raffaele Caporale racconta il suo percorso, fatto di sacrificio, passione e radici profonde nel rione Sanità.

Raffaele, com’è iniziato il suo percorso da pizzaiolo?
«È iniziato molto presto, avevo appena 14 anni. Mio padre Mimmo e mio fratello Giuseppe erano già nel settore e seguirli è stato naturale. All’epoca il locale si chiamava “Mon Premier” e mio padre lavorava lì come dipendente. Abbiamo vissuto, passo dopo passo, la sua crescita, fino al momento in cui è diventato titolare e ci ha coinvolti in questo percorso. È iniziata la nostra evoluzione, fatta di lavoro, sacrifici e condivisione e dal 2023 siamo I Caporale».

Una vera storia di famiglia, quindi.
«Assolutamente sì. All’inizio era una semplice attività d’asporto, ma quando siamo subentrati io e mio fratello abbiamo sentito il bisogno di evolverci e di portare una visione nuova, cercando di innovare, senza però mai perdere il legame con la tradizione. Nel nostro rione, la Sanità, mancava qualcosa di simile e noi volevamo distinguerci creando una pizzeria moderna ma che mantenesse viva e intatta la nostra autenticità».

Lei nasce ballerino: un mondo sì artistico ma lontano da quello dell’arte bianca. Cosa le ha fatto cambiare strada?
«La danza è sempre stata per me una grande passione, sono stato un ballerino e ho partecipato a competizioni internazionali di danze caraibiche. Poi è arrivata la mia prima figlia e ho sentito il bisogno di stabilità, scegliendo quindi di dedicarmi completamente alla pizzeria. Da quel momento il lavoro è diventato molto più di un mestiere: è diventato parte della mia vita».

In che modo l’arte della danza influenza il suo lavoro di pizzaiolo?
«La danza mi ha insegnato rigore, costanza e rispetto dei tempi: tutte qualità fondamentali anche in pizzeria. Ogni gesto deve essere preciso, proprio come in una coreografia, e nulla è lasciato al caso. Inoltre, mi ha trasmesso un forte senso dell’armonia e dell’estetica, che oggi ritrovo nella cura dell’impasto e nella presentazione della pizza. In fondo, anche dietro un banco si “interpreta” qualcosa. Cambia il palcoscenico, ma la passione e la disciplina restano le stesse».

Qual è oggi la sua filosofia?
«Semplice: restare fedele a quel che sono, un pizzaiolo. Oggi si tende spesso a complicare troppo questo mestiere, quasi a trasformarlo in qualcosa di “scientifico”. Ma in realtà tutto deve essere autentico, emozionante. Allo stesso tempo, però, non bisogna mai smettere di alzare l’asticella, investendo nella formazione, nello studio degli impasti e delle materie prime, dalle farine bianche a quelle integrali, fino a quelle a basso impatto glicemico, sempre più richieste da un pubblico attento e consapevole».

Sotto quest’ottica, chi sono I Caporale?
«Sono famiglia, solidarietà, unione. Sono l’esempio di nuova generazione nel mondo della pizza. Una realtà familiare che unisce tradizione e innovazione, portando avanti un percorso fatto di studio, ricerca e crescita continua. Non rappresentano solo una pizzeria, ma un progetto che punta a valorizzare il mestiere del pizzaiolo, mantenendo le radici ben salde nel passato ma con uno sguardo moderno e consapevole».

Il menu de I Caporale è piuttosto vario. Cosa propone?
«Abbiamo tre stili principali: la pizza classica cotta nel forno tradizionale; il Caporalotto, un padellino croccante arricchito con semi; la Tricottura, che segue tre passaggi: vapore, frittura e forno. Sono tre esperienze diverse, ma unite dalla stessa attenzione alla qualità».

C’è una pizza a cui in famiglia siete particolarmente legati?
«Il Caporalotto è quella che più ci rappresenta. Nasce dal desiderio di creare qualcosa di identitario per raccontare la nostra storia e il nostro percorso. Il nome, infatti, è un omaggio diretto al nostro cognome, un modo per mettere la firma su un prodotto che parla di famiglia, tradizione e crescita.
Non è solo una pizza, ma una vera dichiarazione d’amore per le nostre radici».

Come descriverebbe l’identità della pizzeria?
«La definirei un’identità dinamica, in continua evoluzione, costruita attraverso prove, errori e tanto studio. Non ci fermiamo mai alla prima idea: se qualcosa non funziona, la rielaboriamo, la mettiamo in discussione e la cambiamo finché non troviamo la strada giusta. È un lavoro quotidiano di ricerca, in cui ogni dettaglio conta e l’obiettivo è far emergere il nostro stile in modo coerente e riconoscibile, senza perdere mai autenticità e attenzione alla qualità».

Per concludere, ci racconti un aneddoto di famiglia.
«All’inizio, quando abbiamo deciso di prendere in mano l’attività, nostro padre era piuttosto scettico. Aveva costruito tutto con sacrificio e temeva che il cambiamento potesse snaturare ciò che aveva creato. Col tempo, però, ha visto il nostro impegno, la nostra visione, e soprattutto i risultati. Oggi è il nostro primo sostenitore: ci osserva, si confronta con noi, è curioso. Si rimette in gioco ogni giorno. È la prova concreta che tradizione e innovazione possono non solo convivere, ma rafforzarsi a vicenda».

Qui la pizza napoletana incontra l’evoluzione.

I Caporale è la storia di una famiglia che si è evoluta nel tempo, senza mai perdere il legame con le proprie origini. Tutto nasce dall’intuizione e dalla passione di Domenico Caporale, conosciuto da tutti come Mimmo, e oggi prosegue con energia e visione grazie ai figli Giuseppe e Raffaele, protagonisti di una nuova fase di crescita, avviata con la ristrutturazione del 2023.
Entrare da I Caporale significa immergersi in un percorso che va oltre la semplice ristorazione: la proposta culinaria si sviluppa, infatti, come un racconto identitario, fatto di più interpretazioni della pizza, ognuna con una propria anima. La «Ruota di Carro» omaggia la tradizione napoletana più autentica, con una pizza ampia, sottile e fedele alla memoria storica del mestiere. Accanto a questa si inserisce la linea «contemporanea», frutto della ricerca di Giuseppe, che lavora sugli impasti e sugli abbinamenti con uno sguardo moderno, senza mai tradire le radici. Ed infine, c’è la proposta «X3», firmata da Raffaele, che unisce in un’unica esperienza tre tecniche di cottura – vapore, frittura e forno – dando vita ad un’idea di pizza sorprendente e fuori dagli schemi. Non manca poi il «Caporalotto», una delle creazioni più iconiche, capace di fondere panificazione e cucina campana. Il rinnovamento del 2023 ha trasformato il locale in uno spazio moderno, accogliente e funzionale, pensato per offrire un’esperienza completa e per accogliere un numero sempre maggiore di clienti.
Alla base di tutto, c’è una filosofia chiara: la pizza non segue le mode, ma nasce da un equilibrio tra tradizione e innovazione, per creare un prodotto riconoscibile, saporito e leggero, in grado di lasciare il segno senza mai risultare anonimo. I Caporale non è soltanto una pizzeria, ma un progetto familiare in continua evoluzione, dove ogni pizza racconta una storia e ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza che unisce memoria, gusto e futuro. I Caporale oggi non è soltanto una pizzeria, ma un progetto familiare in continua evoluzione, dove tradizione e innovazione convivono in equilibrio. Ogni pizza racconta una storia, ogni servizio diventa espressione di un’identità condivisa, trasformando l’esperienza gastronomica in un percorso di gusto, memoria e futuro.