Filippo Palumbo e il progetto SINAPSI:«La pizza è semplice solo in apparenza, attorno può nascere un mondo»

Dalla passione per gli eventi sportivi al sogno di creare un nuovo modello fooad tra pizza, smash burger, cocktail e connessioni culturali

SINAPSI, un progetto nato per unire Napoli al resto del mondo attraverso il cibo. Un’idea, una visione, una connessione o, forse, più connessioni, ma con unico obiettivo: esportare un modello di food. Oggi a Torre del Greco, con vista Capri, domani chissà.

Filippo, come nasce il progetto SINAPSI?
«SINAPSI nasce dall’idea di creare un ponte tra il mondo napoletano, in particolare la cucina partenopea, e le culture gastronomiche internazionali, oggi soprattutto quella americana, ma con lo sguardo aperto a nuove contaminazioni e connessioni future. Non provengo dal settore food, questa è la mia prima esperienza in questo ambito. Il mio percorso nasce nel mondo dello sport, dove per anni ho organizzato eventi nella mia città, tra Torre del Greco ed Ercolano, ma anche a livello internazionale. Il food, però, è sempre stato una grande passione ed ho sempre desiderato dare vita a un progetto capace di portare nelle nostre zone un prodotto di qualità più alta, soprattutto nel mondo della pizza, creando qualcosa che unisse ricerca, identità e innovazione».

Cosa la affascina così tanto del mondo pizza?
«Oggi la pizza è un universo in continua evoluzione; dietro un prodotto apparentemente semplice c’è una ricerca sempre più profonda fatta di studio, tecnica, materie prime e sperimentazione. Spesso si pensa alla pizza come a qualcosa di essenziale, solo acqua e farina, ma è proprio da questa semplicità che nasce una complessità straordinaria. Attorno alla pizza si può costruire un mondo: c’è il beverage, l’esperienza di condivisione, la convivialità, l’attenzione agli abbinamenti e alla qualità del prodotto. La pizza, oggi, non è più soltanto un piatto della tradizione, ma diventa il centro di un’esperienza più ampia, capace di mettere insieme culture, idee e nuovi modi di vivere il food».

Perché ha scelto il nome SINAPSI?
«Il nome nasce dal concetto di connessione: viviamo nell’epoca delle connessioni, siamo costantemente collegati con il mondo, con le persone, con nuove idee. Oggi si parla sempre più di creare connessioni piuttosto che semplicemente incontrarsi, perché si è capito quanto la sinergia e la collaborazione possano generare valore. Da questa visione è nata l’idea di mettere insieme mondi diversi all’interno dello stesso spazio, infatti da SINAPSI puoi trovare uno smash burger, simbolo di una cultura più americana, ma anche la pizza, che rappresenta la nostra identità. L’obiettivo è creare un luogo capace di parlare a pubblici differenti, offrendo esperienze diverse nello stesso posto. In futuro, con l’apertura della terrazza trasformata in tapas bar, vorrei dare ancora più spazio anche al beverage, puntando su una proposta più ricercata e su un modo diverso di vivere il bere: l’idea è continuare a connettere Napoli con il resto del mondo attraverso il food, le contaminazioni e nuove esperienze di convivialità».

Quanto conta oggi il valore di un’eccellente cantina a portata di tavola in un progetto food?
«Siamo aperti da pochi mesi, quindi è un percorso ancora in fase di crescita e costruzione, ma l’idea è quella di dare sempre più centralità anche al mondo del beverage e degli abbinamenti giusti con prodotti di qualità. Vorrei sviluppare una ricerca attenta sui cocktail e sul pairing, creando un dialogo tra ciò che proponiamo in cucina e ciò che viene servito nel bicchiere. Oggi l’esperienza food non può più limitarsi soltanto al piatto, anche il bere deve contribuire a raccontare un’identità e a rendere il momento più completo e coinvolgente. L’obiettivo è organizzare eventi, serate dedicate e percorsi di degustazione capaci di valorizzare sempre di più questo aspetto, trasformando il beverage in una parte integrante dell’esperienza firmata SINAPSI».

Crede molto nel valore dell’evento legato al food?
«Assolutamente sì. L’evento è uno strumento fondamentale per creare energia ed entusiasmo attorno a un progetto. Quando si ha fiducia nel proprio prodotto e nella propria visione, diventa naturale volerlo condividere e valorizzare al meglio. Il modo più efficace per far emergere competenze, idee e identità è proprio creare momenti di aggregazione, capaci di generare movimento, attenzione e partecipazione attorno a ciò che si fa. Il food, in questo senso, diventa anche esperienza, incontro e racconto».

Qual è il sogno di Filippo Palumbo per SINAPSI?
«Il sogno è quello di sviluppare più punti SINAPSI, ma senza replicarli in modo identico. L’idea è che ogni progetto possa adattarsi al contesto e al territorio in cui nasce, mantenendo però una stessa identità di fondo. Questo primo locale a Torre del Greco rappresenta la visione più completa di SINAPSI: pizza, smash burger, cocktail, eventi e connessioni, un luogo in cui convivono tutte le anime del progetto. In futuro, però, SINAPSI potrebbe anche diventare qualcosa di più flessibile: formati più piccoli, magari dedicati al takeaway, oppure realtà focalizzate su un singolo aspetto del concept. L’obiettivo è far evolvere il progetto, mantenendo sempre centrale l’idea di connessione e contaminazione».

Quindi vedremo SINAPSI anche in altri luoghi?
«Sì, sicuramente. In una prima fase l’obiettivo è quello di restare in Campania, ampliandosi eventualmente verso altre province. Successivamente l’idea è quella di guardare anche oltre, immaginando uno sviluppo del progetto verso il Nord Italia, mantenendo sempre la stessa identità, ma adattandola ai diversi contesti».