Antonio Tancredi, il «pittore della pizza»
- Clara Bella
- Maggio 22, 2026
- Interviste
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Da autodidatta a punto di riferimento, con Diametro 3.0 riscrive la tradizione
Il re della scrunchy si racconta tra esordi, presente e progetti futuri
Antonio Tancredi, lei ha costruito tutto da zero. Quando ha capito che la pizza sarebbe stata una scelta di vita?
«L’ho capito molto presto. Non sono figlio d’arte, nella mia famiglia nessuno faceva il pizzaiolo. Eppure, a scuola, quando mi chiedevano cosa avessi voluto fare da grande, rispondevo sempre “fare la pizza”. Non era una risposta casuale, era qualcosa che sentivo dentro. Poi, finita la scuola, ho iniziato dalle basi: aiuto cuoco, friggitoria, consegne, forno. Ho osservato, imparato e soprattutto ho fatto tanta gavetta».

Nel 2018 nasce Diametro 3.0. Perché questo nome?
«Tutto nasce da un’idea molto semplice ma anche estremamente ambiziosa: la pizza è un cerchio perfetto, un diametro che racchiude tutto. “3.0” invece rappresenta il futuro, la volontà di andare oltre la tradizione senza rinnegarla. Volevamo dare una nuova dimensione al sapore, qualcosa che fosse riconoscibile ma allo stesso tempo diverso».
Parla spesso al plurale. Quanto conta il team nel suo lavoro?
«Tantissimo. Non credo nel successo individuale ma nel lavoro di squadra. Diametro 3.0 è nato insieme a mio fratello Pasquale, alla signora Bianca – che per me è come una madre – e poi si è allargato ad altre persone che condividono la nostra stessa visione. Dico “noi” perché ogni pizza che esce dal forno è il risultato di un lavoro collettivo».
Come descriverebbe oggi la sua pizza?
«Userei il termine “dimensione”: cerchiamo di offrire qualcosa di diverso, ma senza mai perdere il legame con le nostre radici. Lavoriamo molto sugli impasti, usando farine semi-integrali e cambiandole spesso per garantire digeribilità e qualità. Anche sugli ingredienti c’è una continua ricerca: lavoriamo direttamente con i fornitori».
È stato ribattezzato «il pittore della pizza». Si riconosce in questa definizione?
«Sì, perché in fondo fare una pizza è un atto creativo. Gli ingredienti sono i colori, l’impasto è la tela. Ogni pizza deve avere equilibrio, armonia ma anche personalità. Non è solo tecnica, è anche sensibilità».
Un esempio concreto di questa visione?
«La Matisse, una reinterpretazione della Margherita. Sembra semplice, ma dietro c’è uno studio preciso. La Margherita è un simbolo: unisce, racconta, rappresenta l’Italia. Noi abbiamo voluto rispettarla dandole anche un’identità nuova, giocando su consistenze e qualità degli ingredienti. È un omaggio alla tradizione, ma con uno sguardo contemporaneo».
Quanto è importante il legame con il territorio, in particolare con Casoria?
«È tutto. Io sono nato a Napoli ma cresciuto a Casoria e volevo portare qualcosa di importante proprio nel posto che mi ha visto diventare uomo. Ho trovato in questo una sfida e un’opportunità: costruire qualcosa che potesse diventare un punto di riferimento».
Guardando al futuro, cosa bolle in pentola?
«Stiamo lavorando su nuove aperture, ma anche su nuovi format per evolverci continuamente. Abbiamo già ampliato il locale con un giardino e una sala più riservata per offrire un’esperienza diversa, più rilassata. Stiamo pensando anche a una nuova dimensione dedicata alla versione “scrunchy” gluten free. L’idea è sempre la stessa: crescere senza perdere la nostra identità».
Un format semplice ma curato nei dettagli
Antonio Tancredi, pizzaiolo e patron classe 1990, ha costruito con Diametro 3.0 una realtà solida e riconosciuta, diventata nel tempo un vero riferimento. Una pizzeria in cui si torna volentieri, grazie a una formula semplice ma ben calibrata: ambiente curato, prodotto di qualità, stili e cotture differenti e un’accoglienza autentica che fa sentire subito a casa.
Il locale, sempre molto frequentato e aperto tutti i giorni, parla a pubblici diversi con un menu che spazia dalla tradizione alle proposte contemporanee, fino alle pizze Scrunchy: una pala croccante, arricchita da topping stagionali e creativi. A completare l’esperienza, una drink list essenziale ma precisa e una carta dei vini ben costruita.

