La sfida vincente di Luigi Buondonno
- Clara Bella
- Maggio 31, 2026
- Interviste
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A Grado «La Ciacolada» è un riferimento anche per i turisti del nord Europa
Il nome del locale è un omaggio alla terra gradese e richiama l’idea della chiacchierata informale e della convivialità.
Luigi Buondonno, partiamo dall’inizio: come nasce la sua avventura lontano da Torre Annunziata?
«Sono partito giovanissimo, nei primi anni Duemila. Nel 2004 mi sono trasferito definitivamente in Friuli dopo aver conosciuto mia moglie Laura, originaria di Agerola. All’inizio ho fatto il cameriere a Udine, imparando tantissimo sul rapporto con i clienti e sulla gestione della sala. È stata una scuola importante».

Quando arriva invece la svolta professionale per la pizza?
«La passione c’è sempre stata, perché noi napoletani la pizza ce l’abbiamo nel sangue. Però io e mio fratello Giovanni abbiamo deciso di studiarla seriamente, specializzandoci e frequentando un master con uno dei grandi maestri della pizza napoletana, Luigi Ricchezza. Da lì abbiamo capito che poteva diventare il nostro futuro».
E nel 2007 arriva il grande salto con «La Ciacolada» di Grado.
«Esatto. Abbiamo rilevato il locale e iniziato questa avventura. All’inizio non è stato facile, ma con il lavoro quotidiano e la qualità siamo cresciuti anno dopo anno. Oggi per mangiare una pizza da noi spesso bisogna prenotare con largo anticipo».
Qual è il segreto del vostro successo?
«Sicuramente la qualità delle materie prime e l’accoglienza. Utilizziamo prodotti campani come il fior di latte di Agerola e il San Marzano Dop. Anche i liquori della Costiera sono molto apprezzati. Poi cerchiamo sempre di far sentire i clienti a casa».
La clientela è molto internazionale.
«Sì, ed è una cosa che ci rende orgogliosi. Oltre agli italiani, abbiamo tanti clienti austriaci, tedeschi, olandesi e sloveni. Grado è una località molto frequentata dal nord Europa e questo ci permette di promuovere la vera cucina italiana e napoletana all’estero».
Quanto è importante l’esperienza fatta in sala?
«Tantissimo. Aver lavorato a contatto con il pubblico mi aiuta ancora oggi a capire le esigenze delle persone. Un ristorante non è solo cucina: è attenzione, ascolto, atmosfera. Ogni dettaglio conta».
Propone un menu che segue le stagioni?
«Certo, viene aggiornato ogni quattro mesi. Credo molto nella stagionalità e nella freschezza dei prodotti, ritengo sia un modo per rispettare la cucina italiana e offrire sempre qualcosa di nuovo ai clienti».
Torre Annunziata le resta sempre nel cuore?
«Sempre. Io ho due mari dentro: quello di Napoli e quello di Grado. Le radici non si dimenticano mai ed infatti il mio sogno è tornare un giorno a Torre Annunziata o magari in penisola sorrentina per aprire una pizzeria»
Guardando indietro, cosa pensa il Luigi partito ventenne dalla Campania?
«Pensa che ne è valsa la pena. Ho costruito una famiglia splendida, ho un’attività che funziona e ho raccolto tante soddisfazioni. Però resto sempre lo stesso ragazzo che sogna davanti al mare».
La laguna friulana incontra i sapori della Campania
Nel cuore di Grado nasce un incontro di sapori capace di raccontare due territori attraverso la cucina. Da «La Ciacolada», infatti, la tradizione marinara friulana dialoga con i profumi e i colori della Campania, creando un’esperienza gastronomica autentica e ricca di identità.
Qui il pesce della laguna gradese – simbolo di freschezza, qualità e sostenibilità – si unisce ai prodotti tipici campani come limoni, pomodorini, olio extravergine e basilico, in un equilibrio che esalta il gusto del mare e la ricchezza della cucina costiera mediterranea.
La laguna di Grado, uno dei gioielli naturali del Friuli-Venezia Giulia, custodisce un patrimonio ittico prezioso, apprezzato per il sapore delicato e la qualità superiore. Un patrimonio che Laura e Luigi hanno scelto di valorizzare ogni giorno attraverso piatti ispirati alla disponibilità del pescato fresco, reinterpretato con ingredienti e suggestioni della tradizione campana.
Il risultato è una proposta culinaria che rende omaggio alla terra friulana senza rinunciare all’anima mediterranea della Campania, in un connubio di gusto che porta in tavola autenticità, territorio e creatività.

