I «diamanti» del maestro Angelo Pezzella
- Laura Pusceddu
- Maggio 1, 2026
- Interviste
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La precedente esperienza nel campo dei preziosi ha forgiato il suo talento
Dalla Campania a Roma, passando per importanti esperienze all’estero. Il percorso di Angelo Pezzella racconta una carriera costruita con determinazione, capacità di evolvere con costanza e continua ricerca. Oggi, nella Capitale il suo nome è accostato ad una delle realtà più riconoscibili della pizza napoletana contemporanea, ma il suo ingresso in questo affascinante mondo è arrivato dopo una lunga esperienza lontana da forni e impasti.
Prima di diventare pizzaiolo, infatti, Angelo Pezzella incastonava brillanti e forgiava gioielli preziosi a Caserta. Una professione abbandonata per inseguire quella che lui stesso definisce «una vera ossessione»: la pizza. Una scelta radicale, che lo porta prima a fare una breve esperienza imprenditoriale proprio a Caserta, poi a un lungo percorso di formazione sul campo, fatto di viaggi, sacrifici e studio continuo.
L’approdo definitivo a Roma, dove nasce la pizzeria Angelo Pezzella, progetto che negli anni si evolve fino a diventare una «pizzeria con cucina» capace di unire pizza napoletana, piatti della tradizione partenopea e una visione personale del prodotto. Il locale, recentemente rinnovato con un restyling totale e moderno degli spazi ma anche delle proposte del menu, riflette oggi un’identità più contemporanea, mantenendo però saldissimo il legame con la Campania e i suoi sapori tradizionali.
La pizza di Angelo Pezzella parte dalla tradizione napoletana ma si sviluppa attraverso ricerca sugli impasti, attenzione agli ingredienti e topping, che spesso raccontano incontri, territori e passioni personali. Nel menu convivono pizze classiche, versioni integrali, pizze fritte, panuozzi e le «speciali», pizze omaggio dedicate a maestri e colleghi come Ciro Salvo, Francesco Martucci, Davide Civitiello e Giuseppe Pignalosa.
Uno degli elementi distintivi del progetto è proprio la ricerca dell’equilibrio tra tecnica e gusto. Pezzella lavora su impasti leggeri, con grande attenzione alla materia prima, cercando di costruire pizze riconoscibili ma immediate, dove tradizione e creatività convivono senza eccessi. Accanto alla pizza, trova spazio anche una cucina di ispirazione partenopea, pensata per completare l’esperienza del locale.
Angelo Pezzella, il suo percorso professionale nasce lontano dalla pizza. Quanto è stato difficile cambiare vita?
«Molto, ma era qualcosa che sentivo profondamente. Ho lasciato un lavoro stabile per inseguire un sogno. All’inizio non è stato semplice, ma la passione e la determinazione mi hanno spinto ad andare avanti».
Quanto hanno contato le esperienze fatte fuori dalla sua città?
«Tantissimo. Viaggiare e confrontarmi con altri professionisti mi ha trasmesso umiltà, tecnica e mentalità. Ho imparato che questo mestiere richiede uno studio continuo».
Oggi il locale ha un’identità molto precisa. Come la definirebbe?
«Autentica ma contemporanea. La mia pizza parte dalla tradizione napoletana, cerco però sempre di darle una mia personalità attraverso gli ingredienti, gli impasti e gli abbinamenti».
Nel menu ci sono pizze molto creative ma anche grandi classici. Come trova l’equilibrio?
«Per me innovare non significa stravolgere. I classici restano fondamentali, perché rappresentano la nostra identità. La creatività deve servire ad arricchire il prodotto, non a complicarlo».
Di recente avete rinnovato il locale e proprio il menu. Qual era l’obiettivo?
«Volevamo creare un ambiente ancora più accogliente e contemporaneo, capace di rappresentare l’evoluzione del nostro lavoro. Anche il menu segue questa crescita, con nuove pizze, nuovi impasti e maggiore attenzione all’esperienza completa».
Che idea di pizza vuole trasmettere?
«Una pizza che emozioni ma al tempo stesso resti “leggibile”. Lavoro molto sulla qualità degli ingredienti e sugli equilibri. Ogni pizza deve raccontare qualcosa senza perdere semplicità».
Quali sono i suoi obiettivi futuri?
«Continuare a crescere senza perdere l’identità. Intendo migliorarmi ogni giorno, sperimentare e portare avanti un’idea di pizza che riesca a unire tradizione, tecnica e personalità, cercando di non tradire le origini e non deludere mai i clienti».
