Dall’Umbria al Cilento: Daniele Binario alla guida del ristorante Ficheria
- Em. Sorr.
- Settembre 30, 2026
- Cucina Italiana
- n. 4 Settembre 2026
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La Dieta Mediterranea, la vita lenta e la “destagionalizzazione” del fico dottato
Ha fatto dello studio del fico cilentano, prima ancora del suo impiego in cucina, il suo mantra. Perché c’è un Cilento intimo e riservato, che parla attraverso la sua produzione più nota, il fico bianco dottato, eccellenza che si è guadagnata il riconoscimento dop. E c’è a Prignano Cilento l’unico ristorante al mondo con menu interamente incentrato sul fico. La Ficheria Santomiele, all’interno della azienda degli imprenditori Antonio Longo e Corrado Del Verme, ha la brigata di cucina con a capo lo chef resident Daniele Binario, trentatreenne umbro con esperienze in cucine stellate nazionali e internazionali.

Diplomato all’alberghiero di Assisi, dopo numerose tappe tra Francia, Spagna, Belgio solo per citarne alcune, arriva a fare il sous chef al Borgobrufa Spa Resort tra Assisi e Perugia con lo chef stellato Andrea Impero che firma il progetto ristorativo di Santomiele. E a Prignano, tra vita lenta, borghi e natura incontaminata ha ritrovato un po’ della sua Umbria. “Sono qui da oltre un anno, dall’apertura della Ficheria. Ritrovo un po’ della mia terra che amo, studio e faccio ricerca sul fico prendendo spunto ovviamente dalla Dieta Mediterranea che è alla base della cucina con l’utilizzo dei vegetali, pesce e carni lavorate in maniera semplice, sempre con un tocco di scuola francese che ho appreso dalle mie precedenti esperienze”. E poi c’è lo studio del fico. “Sì perché accanto a quello secco associato al periodo delle festività natalizie o al fresco dei mesi estivi c’è tanto altro. Quasi una “destagionalizzazione” del prodotto, penso alle fermentazioni, ai fichi in conserva al naturale per poterli poi utilizzare in altri periodi dell’anno”. A Prignano in brigata con Daniele Binario c’è lo chef Nicolas Ziarelli. La particolarità di Ficheria è data dalle mezze porzioni in menu per poter assaggiare diverse proposte e così ecco le alici inficate, il fiore di zucca pastellato, il gazpacho di pomodori, fico e pezzogna, lo spaghettone di Gragnano cacio e pepe con tartare di fico, il polpo glassato con melassa di fico e tanto altro, senza dimenticare pani, crostini e grissini o le zeppoline fritte “della nonna” tra i dolci, che da Santomiele sono chiamati “gli occhi di Afrodite”. Il menu degustazione è “Un Fico Da Favola”. In pratica, è scritto in carta, “Come Alice nel paese delle meraviglie. Così vi sentirete piatto dopo piatto durante il percorso ideato dallo chef Andrea Impero. Un vero caleidoscopio di gusto che cambia continuamente, tra sapori decisi, memorie gustative del passato, ispirazioni orientali, profumi e consistenze in rapida successione, per portarvi in un meraviglioso nuovo mondo inesplorato del fico bianco”. Dopo il calice Di Benvenuto Con Fichi Santomiele, la caprese Cilentana carpaccio di pomodori, mozzarella di bufala, pane cafone e alici di Menaica, le Alici Inficate, il risotto al Limone, Gamberi d’Acciaroli E Melassa Di Fichi, lo Spaghettone di Gragnano cacio e pepe con tartare di fichi freschi, la Triglia in bouillabaisse con zucchine alla scapece e granella di fico. La “Fichizia”, la Selezione dolce “Santomiele” e caffè di fichi
