Visione e identità per il progetto Santucci

Paolo Scognamiglio e la sua nuova intuizione tra impresa e pizza contemporanea.

Formazione, ristorazione e sport. Spazia su più fronti Paolo Scognamiglio, imprenditore napoletano capace di sviluppare idee strutturate e riconoscibile, con uno sguardo sempre orientato alla crescita. Una delle sue ultime intuizioni l’ha spinto fino al re della pizza: Salvatore Santucci.

Scognamiglio, il suo percorso nasce nella formazione. Come si inserisce il progetto Santucci nella sua visione imprenditoriale?
«Tutto nasce dall’idea di diversificazione. La formazione resta il mio core business, sviluppato negli anni con un modello solido tra Napoli e Milano. Parallelamente ho investito nel food, e Santucci rappresenta un progetto in cui credo molto, per qualità e potenziale».

Cosa l’ha convinta a investire proprio in questo brand?
«La forza dell’identità. Santucci ha una competenza tecnica importante e una visione chiara della pizza. L’obiettivo è stato costruire intorno a questo talento un progetto strutturato, capace di crescere e posizionarsi».

Quanto conta oggi la visione imprenditoriale nella ristorazione?
«È fondamentale. Non basta avere un buon prodotto: servono analisi, organizzazione e capacità di leggere il mercato. Prima di ogni apertura studiamo dati e flussi, poi la decisione finale spetta sempre all’imprenditore».

Qual è il vero fattore del successo?
«Le persone. Un’impresa si costruisce con team solidi e professionali. La scelta delle persone giuste è dunque determinante almeno quanto il prodotto».

Napoli e Milano: cosa cambia nel fare impresa?
«Milano è più veloce e internazionale, Napoli più complessa ma con un’identità fortissima. Sono due contesti diversi, entrambi fondamentali per crescere».

Quale potrà essere allora il futuro?
«Ci sono formati interessanti, come la pizza romana, più sottile e leggera. Sto valutando nuovi progetti anche all’estero. L’importante è continuare ad evolvere».

Si sente di dare un consiglio a chi vuole fare impresa?
«Crederci e non mollare. Io ho iniziato a 19 anni senza una famiglia imprenditoriale alle spalle. Con determinazione e costanza si possono costruire progetti importanti».

Salvatore Santucci: tecnica, ricerca e impasto

Nel panorama della pizza napoletana contemporanea, Salvatore Santucci riesce a distinguersi per un’identità precisa, costruita su tecnica, ricerca e riconoscibilità. Nel cuore del Vomero, la pizzeria Santucci rappresenta un punto di riferimento per chi cerca un prodotto capace di partire dalla tradizione e svilupparsi in chiave attuale, mantenendo un forte legame con i codici della veracità.
Salvatore Santucci, maestro pizzaiolo, istruttore dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e formatore internazionale, ha costruito il proprio percorso attorno allo studio degli impasti e alla trasmissione di una cultura della pizza fondata su metodo, precisione e rispetto della materia prima. La sua visione si traduce in un prodotto che punta su leggerezza, digeribilità ed equilibrio, senza rinunciare al carattere.

La ricerca sugli impasti è uno degli elementi distintivi del progetto: accanto a quello verace convivono varianti più contemporanee, come quelle alla curcuma e al carbone vegetale, pensate per offrire esperienze diverse mantenendo coerenza tecnica e qualità. Ogni pizza nasce da uno studio attento delle proporzioni e delle cotture, con l’obiettivo di garantire riconoscibilità e costanza.
Il menu riflette questa filosofia con una proposta che va oltre la pizza tradizionale, includendo montanare e pagnottielli, elementi che arricchiscono l’esperienza e raccontano una visione più ampia del prodotto. La pizza diventa così linguaggio, capace di unire tradizione e contemporaneità in modo naturale.

Il progetto Santucci nasce e si sviluppa nel punto di equilibrio perfetto tra competenza artigianale e visione imprenditoriale, ed è oggi un brand che cresce valorizzando il talento del pizzaiolo e costruendo una presenza sempre più definita nel panorama della ristorazione.