San Salvatore, una nuova visione di Cilento
- Carla Botta
- Settembre 30, 2026
- Cucina Italiana
- n. 4 Settembre 2026
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Il direttore Antonello Ricco: “Puntiamo su capitale umano, legame con il territorio e nuove tecnologie”
Autenticità e valori di famiglia, ma anche investimenti tecnologici e sul capitale umano per dare vita ad un corposo progetto di autosostenibilità che racconti il Cilento a partire dalle sue tipicità, dalle risorse interne, sempre in maniera autentica.

Ne è convinto Antonello Ricco, direttore del progetto Latteria e Dispensa di San Salvatore a Capaccio-Paestum, che lavora con la moglie Andrea Pagano, figlia di Peppino imprenditore lungimirante partito dal mondo del vino e dell’accoglienza alberghiera.
“Mio suocero ha iniziato con l’azienda agricola, poi ha lasciato noi liberi di pensare a nuovi progetti. Il mio concetto imprenditoriale è legato al valore dei prodotti ma anche di chi li sa lavorare e raccontare, penso alla cucina di San Salvatore o all’universo dei cremosi e degli yogurt con cui stiamo conoscendo tante realtà nel mondo. E penso ai dipendenti che devono avere l’opportunità di crescere, esprimersi, parlare al mondo intero, raccontare di San Salvatore a tutto tondo. Uomini e donne che magari non hanno fatto corsi di cucina o scuole ad hoc ma che sono custodi di ricette del territorio, hanno cura delle materie prime, bisogna dare loro l’opportunità di esprimersi avendo di fronte persone sempre più eterogenee in termini di età e nazionalità. La mia idea è quella di realizzare un modello replicabile di Dispensa San Salvatore. Ma non un franchising. Un progetto come quello che apriremo accanto all’azienda in cui sono racchiuse tutte le filiere di San Salvatore e quindi del Cilento. Dagli ortaggi al vino, al latte di bufala, al grano e alla farina macinata al momento, e poi la pizza, la pasta fresca, le verdure. Dal mondo del vino – che resta comunque importante – alle altre realtà per una conoscenza identitaria del Cilento e dell’azienda. E così si valorizza e si nobilita anche il latte di bufala In passato associato solo alla mozzarella quindi ad un prodotto dalla vita breve, ma che oggi grazie agli yogurt e crème di bufala, ad esempio, arriva in tutto il mondo.


La mozzarella prodotto riconoscibile dei nostri territori non si oscura, anzi si rafforza con l’intera filiera”. Non può che essere entusiasta Antonello Ricco, che partecipa ai più prestigiosi meeting italiani e stranieri portando il modello San Salatore in giro per il mondo tra top client privati ed enti pubblici. “Ma ci tengo alla formazione del personale ed il capitale umano è il valore fondante del nostro progetto di impresa in cui siamo impegnati da 10 anni. Investiamo poi sull’innovazione tecnologica, ci sono stati e ci sono impiantisti che fanno formazione sui nostri investimenti. La perseveranza e l’impegno ci stanno premiando. Cosa vedo in futuro? Il completamento del progetto Dispensa con questa grande casa delle filiere dove poter essere accompagnati nell’orto, guardare mentre le massaie fanno la pasta fresca, il pane o le pizze, intrattenersi per un aperitivo musicale, bere vino, il tutto in un unico posto. Nel cuore di quel Cilento che tanto ha da dire e dare, con radici ben salde e uno sguardo ottimistico verso il futuro. Come quello di mia moglie Andrea, dei nostri figli ed ovviamente il mio”, conclude Antonello Ricco.


